Ritrovare quiete attraverso il suono
di Erica Volta e Stefano Bertoli
Ci sono momenti in cui tutto sembra troppo. Troppo veloce. Troppo forte. Troppo confuso.
È la tempesta. Può essere una crisi, un lutto, un burnout, un dolore cronico, un trauma.
Può anche non avere un nome preciso — solo una sensazione di sbandamento.
Quando arriva, spesso ci chiediamo: come faccio a superarla?
Alla Stanza del Suono, non proponiamo soluzioni, o formule magiche pronte all’uso. Purtroppo per noi, non ce ne sono.
Proponiamo ascolto.
Il suono è un linguaggio antico, preverbale. Agisce dove le parole non arrivano.
L’arpa e le campane non impongono uno stato: risuonano con ciò che c’è.
Le vibrazioni sonore aiutano il corpo a regolare il sistema nervoso parasimpatico e a tornare a uno stato di sicurezza.
I suoni a bassa frequenza armonizzano i rirmi cerebrali.
La mindfulness crea spazi interni di quiete, anche solo per pochi attimi.
La tempesta non si “supera” sempre con uno sforzo. La tempesta a volte non è un nemico da combattere. A volte si attraversa con un ritmo nuovo, con una mano che accompagna, con un suono che contiene, a scoprire la versione di noi stessi che ci attende al di là dell’onda.
In ogni trattamento, meditazione o cerchio, creiamo uno spazio dove non serve reagire, ma si può restare.
E da lì, pian piano, qualcosa si muove.
Una nota alla volta, ritrovi il centro.
Se senti il bisogno di ritrovare il tuo ritmo, puoi iniziare da qui. Ti accompagniamo con il suono, senza forzature, senza giudizi.
Articolo scritto da Erica Volta, musicoterapeuta ed arpaterapeuta, e Stefano Bertoli, slund healer e gong master.
Se vuoi contattare La Stanza del Suono, puoi trovarla su Instagram @lastanzadelsuono2024

