Un viaggio per ritrovare le proprie radici
di Erica Volta & Stefano Bertoli
Non siamo alberi, ma assomigliamo loro.
Come gli alberi, infatti, abbiamo bisogno di radici. In un mondo che accelera, radicarsi significa tornare al corpo, al respiro, al suono.
Significa rallentare per sentire. Fermarsi per ascoltare.
Alla Stanza del Suono, il radicamento è un processo percettivo e vibratorio.
Una pratica somatica, delicata, che passa dal corpo e arriva all’anima:
- Vibrare con suoni profondi e continui: il drone dell’arpa, le frequenze basse delle campane tibetane, i bordoni che calmano il sistema nervoso e creano spazio in noi.
- Respirare consapevolmente accompagnati dalla musica, lasciando che le note guidino l’espansione fuori di noi e il ritorno a noi stessi, in un movimento fluido, come un’onda che torna al mare.
- Sentire il proprio corpo, il proprio peso, farsi attraversare dal suono, e con il suono riscoprire il proprio corpo, ascoltarsi da dentro.
Nella mindfulness sonora il radicamento non è rigidità, ma presenza fluida.
Non è diventare inamovibili, ma esseri vivi, capaci di stare, aperti al ciclo delle stagioni, al mutamento portato dal vento. Anche dal proprio.
L’autunno è il tempo giusto per ritrovare le radici.
Ti accompagniamo con l’arpa, con la voce, con il suono che sostiene in questo viaggio di riscoperta di sé, in se stessi.
Articolo scritto da Erica Volta, musicoterapeuta ed arpaterapeuta, e Stefano Bertoli, slund healer e gong master.
Se vuoi contattare La Stanza Del Suono, puoi trovarla su Instagram @lastanzadelsuono2024

