di Davide Traverso
Che applicazioni ha il trattamento Osteopatico in ambito Pediatrico?
L’Osteopatia può essere utile fin dal momento del concepimento. Laddove una coppia abbia difficoltà a concepire e non esistano referti clinici che giustifichino la situazione, l’osteopata può essere di grande aiuto.
Ripristinando la corretta mobilità del distretto del bacino, sia dal punto di vista muscolo-scheletrico che viscerale, e riequilibrando il Sistema Nervoso Autonomo si possono aumentare in modo importante le possibilità che la donna rimanga incinta.
Durante e dopo la gravidanza il trattamento va a alleviare i dolori articolari portati dal rapido cambiamento del corpo della gestante. Nella fase precedente al parto donare mobilità alla pelvi riduce le difficoltà del travaglio.
Nel caso di bambini che si presentino in posizione podalica, esiste un’ampia casistica di come il trattamento osteopatico abbia indotto il nascituro a posizionarsi correttamente.
Il parto è un evento che ha una dinamica ben precisa. Il bambino ingaggia il canale uterino eseguendo una rotazione, prende contatto col pube della mamma con la sua porzione occipitale (regione posteriore del cranio collegata al collo) e, estendendo il capo, viene alla luce con l’aiuto dell’ostetrica.
Durante quest’evento detto fase espulsiva, che può durare 1-2 ore, un rallentamento dell’uscita o una contrazione della madre al momento sbagliato, possono lasciare segni sul cranio del neonato che spesso non si risolvono da soli. L’intervento tempestivo dell’osteopata nelle settimane successive va a cancellare eventuali deformazioni craniche secondarie al parto.
Lo stesso discorso vale per le situazioni che hanno richiesto l’uso della ventosa.
Viola Frymaan (1921-2016) è stata l’Osteopata che per prima ha sviluppato e studiato l’Osteopatia in campo neonatale e nella fase dello sviluppo. La sua storia è singolare e toccante.
Laureata in Medicina e chirurgia a Londra e successivamente trasferitasi negli Stati Uniti per studiare Osteopatia.
Giovane madre perde il figlio di pochi mesi a causa di una grave disfagia che impediva al bimbo di nutrirsi. Successivamente conosce W. G. Sutherland, Osteopata scopritore del movimento Craniosacrale, che le spiega che il problema del suo bambino poteva essere portato da una distorsione del passaggio tra cranio e collo avvenuta al momento del parto. Che questa distorsione poteva essere corretta in modo rapido con le manovre Craniosacrali che Sutherland stava sviluppando.
Viola Frymaan affianca Sutherland per 5 anni e sviluppa i suoi studi in campo Craniosacrale e sul trattamento dei bambini fino alla fine della sua vita, formando operatori e ricercatori in tutto il mondo.
L’Osteopatia in ambito pediatrico trova grandi applicazioni per tutta l’età evolutiva, fino ai 18 anni. L’organismo umano in crescita compie un enorme lavoro, che può portarlo a manifestare tensioni dolorose, stanchezza cronica e disturbi dell’attenzione e dell’apprendimento.
Quale può essere una delle cause dell’iperattività nel bambino?
Immaginate di avere un vestito stretto e cucito male, che tira più da un lato che dall’altro. Riuscite a stare fermi seduti e attenti alle spiegazioni di un insegnante? Difficile.
Questo è quello che provano alcuni bambini. Le ossa crescono più velocemente dei muscoli e dei tessuti connettivi, che si adattano in seguito alla nuova situazione. Durante questo adattamento le sensazioni fisiche saranno di disagio e il bimbo cercherà di ovviare alle tensioni che percepisce muovendosi e stirandosi in continuazione. Quest’irrequietezza fisica si rifletterà automaticamente a livello mentale.
Il trattamento osteopatico può aiutare a fronteggiare e risolvere tutti questi problemi.
Tutti gli Osteopati possono trattare i bambini?
Al momento in Italia si, anche se esiste un disegno europeo in fase di approvazione che abilita al trattamento in ambito pediatrico solo gli osteopati che abbiano compiuto determinati percorsi formativi.
Articolo scritto da Davide Traverso, operatore olistico
Se vuoi contattare Davide, puoi trovarlo su Instagram @studiotraverso

