di Erica Volta & Stefano Bertoli
Non esiste una sola maternità.
Esistono molte forme di generatività, molte strade del corpo che si apre, si trasforma, si dona.
Maternità è anche attesa, incertezza, perdita, rinascita. È intuizione, contatto profondo, bisogno di silenzio e cura.
Alla Stanza del Suono si onorano tutte le maternità possibili.
Nei cerchi, nei trattamenti individuali, nei percorsi di accompagnamento perinatale, il suono non insegna, accompagna.
L’arpa vibra in risonanza con il battito del cuore.
Il suono nel corpo agisce sul sistema nervoso, portando contenimento, respiro, riequilibrio.
La voce guida un ascolto profondo che riporta presenza nel corpo, là dove la mente spesso fatica a restare.
Durante la gravidanza, utilizziamo l’arpa e le tecniche immaginative per accompagnare l’attesa:
- attivando risorse interiori attraverso l’immaginario sonoro
- lavorando sul simbolico che accompagna il diventare madre
- accogliendo dubbi, paure, emozioni contrastanti
E anche il bambino nel grembo ascolta.
Il primo senso a svilupparsi è il tatto: e il suono viene percepito come vibrazione, come contatto profondo.
La voce della madre, il ritmo del cuore, il respiro… tutto è suono.
Il bambino costruisce la propria relazione col mondo a partire da questi segnali vibroacustici.
È così che conosce la madre. È così che inizia a conoscere se stessə.
Dopo la nascita, il legame sonoro non si interrompe: anzi, si fa ancora più importante.
Il suono contiene, calma, protegge. Aiuta il neonato ad attraversare la delicatissima transizione tra vita intrauterina e mondo esterno, dove ogni esperienza sensoriale è nuova, intensa, a volte travolgente.
Il suono è ponte.
Tra dentro e fuori.
Tra madre e bambino.
Tra ciò che cambia e ciò che resta.
Dopo la nascita, quando inizia il tempo sospeso del postparto, il suono diventa narrazione che cura: un ponte tra la donna che era e la madre che è, un tempo per tenere insieme, senza fretta, le parti che sembrano lontane.
In maternità — come in ogni soglia — il suono è un passaggio vibrazionale.
Aiuta a sentire ciò che non si riesce a dire.
A sostenere il vuoto, a espandere la gioia, a contenere il dolore.
È spazio, pelle, respiro.
È memoria sonora che accarezza chi nasce,
e chi sta nascendo dentro di sé.
📩 Se stai attraversando un tempo delicato, se senti il bisogno di centrarti, di lasciarti sostenere, puoi iniziare da qui. Scrivici: trovi i contatti qui sotto.
Articolo scritto da Erica Volta, musicoterapeuta ed arpaterapeuta, e Stefano Bertoli, slund healer e gong master.
Se vuoi contattare La Stanza del Suono, puoi trovarla su Instagram @lastanzadelsuono2024

