di Davide Traverso
“Non si insegna quello che si sa o quello che si crede di sapere, si insegna e si può insegnare solo quello che si è”
Juan Juares
Nel 2013 un amico mi ha chiesto di tenere un corso sul Trattamento Craniosacrale di Sutherland. Dopo tre edizioni, per vari motivi, il progetto si è interrotto.
Lo scorso anno ho deciso di riattivare questo corso ma, nel momento di rivedere il programma, mi sono reso conto che una formazione accademica basata solamente sugli insegnamenti di Sutherland non rispecchiava più il mio approccio al paziente.
In questi anni la curiosità e la sete di conoscenza mi hanno portato ad approfondire diverse tecniche e diverse culture.
Queste si sono integrate in modo quasi automatico al mio lavoro quotidiano.
Da queste riflessioni nasce l’Approccio Cranico Integrato.
Un incontro spontaneo tra Trattamento Craniosacrale, gli studi sulle catene muscolo-fasciali, gli insegnamenti dello Yoga tradizionale, la tradizione Tolteca e le ultime scoperte sul Sistema Nervoso Autonomo.
Attraverso uno studio dettagliato delle strutture e delle funzioni, e una preparazione profonda all’ascolto, l’operatore potrà aiutare le persone a risolvere diversi problemi.
Partiamo dal principio scientifico che il dolore ha un’origine chimica che fa parte del processo infiammatorio e che quest’ultimo è mediato dal Sistema Nervoso Autonomo (SNA). Attraverso un approccio non invasivo l’operatore sarà in grado di riequilibrare il SNA del ricevente risolvendo problematiche dolorose e stati di infiammazione sistemica.
Intraprendere un dialogo con le strutture e i tessuti per ristabilire gli equilibri e le funzioni naturali dell’organismo. Definiamo questo obiettivo omeostasi, un equilibrio dinamico, la capacità degli esseri viventi di conservare le proprie caratteristiche al variare delle condizioni esterne tramite meccanismi di autoregolazione.
Questo metodo permette all’operatore, attraverso un addestramento basato su diverse pratiche di difficoltà graduale, di poter instaurare un dialogo con i tessuti del ricevente.
Arrivare a sentire quali sono le necessità che hanno le diverse strutture per trovare la loro migliore condizione di vita.
Com’è possibile arrivare a questo?
Per iniziare non si può prescindere da una conoscenza approfondita dell’anatomia e delle funzioni, e di come queste interagiscano tra di loro (la visione olistica).
Dopo di che, attraverso tecniche guidate di respirazione e visualizzazione, possiamo modificare il nostro stato di consapevolezza per portare le nostre capacità di ascolto a livelli normalmente non accessibili.
L’Approccio Cranico Integrato al momento offre una formazione divisa su tre livelli di 30 ore ciascuno.
Il prossimo corso inizierà domenica 12 ottobre 2025 a Genova.
Articolo scritto da Davide Traverso, operatore olistico.
Se vuoi contattare Davide, puoi trovarlo su Instagram @studiotraverso

